Filosofia di Vita
Vivo la parola come un ponte tra il visibile e l'invisibile. Non scrivo per spiegare, ma per ascoltare. Le mie parole emergono dal silenzio, come onde leggere.
Per me la filosofia significa interrogarmi, senza bisogno di risposte definitive.
Alla filosofia, mi piace poter accostare anche la spiritualità come dialogo costante con me stessa e il resto dell'universo.
Cosi scrivere diventa una forma di meditazione: ogni frase è un passo verso la comprensione, ma anche verso l'accettazione del mistero.
Tutto questo mi porta ad una ricerca immersiva della pace. Nasce quando si smette di voler controllare il senso delle cose e lascio che le parole siano aperte, vive.
"Scrivo per dare spazio a ciò che non ha voce."
Emy
Per me, la vita è un continuo esercizio di attenzione. Non cerco di cambiare il mondo, ma di vederlo davvero. Credo che ogni istante contenga una verità nascosta, e che la mia arte non serva a catturarle ma a rivelarle.
La mia filosofia si avvicina a quella dello zen: essere presenti senza giudizio. Esiste un momento decisivo in cui tutto si allinea, luce forma significato. Ma per coglierlo serve silenzio interiore.
Questo pensiero si lega perfettamente con il mio modo di vivere la spiritualità e la psicologia. Non è qualcosa di separato dalla realtà: è imparare a stare dentro ciò che accade, senza resistenza. La pace nasce quando smetto di inseguire immagini perfette e accetto l'imperfezione del mondo.
"Non fotografo ciò che vedo. Fotografo ciò che mi attraversa."
Fabio



Tenebra
Chi sono,
se non l'eco distorta
di un'anima in apnea?
Luce non chiama più il mio nome.
Solo silenzio,e pelle che trema.
Ma nel tormento c'è arte, nella deformità un grido che vuole essere ascoltato.

Tutto è uno
Sta lì, nudo e chiuso come una parola non detta.
Luce e ombra lo tengono in equilibrio, un pensieroche non sa se nascere o marcire.
Forse è già vita, ma troppo lenta per chiamarsi cosi.
Forse è solo forma, un cerchio che finge di essere perfetto mentre dentro, qualcosa preme, sbatte piano contro il confine.
Non chiede di essere rotto, solo guardato - finchè lo sguardo non diventa eco del suo silenzio.
Tutto è pronto ma nulla accade.
E in questa immobilità assoluta si consuma l'essere

Tolleranza
Ogni cosa si misura con la sua fine, eppure nessuno ne è colpevole.
I libri trattengono ciò che l'uomo dimentica, le ossa ricordano ciò che il pensiero evita.
La frutta si spacca, offerta, mostrando la sua intimità senza vergogna. Niente si oppone davvero: la conoscenza, la decomposizione, la dolcezza - sono la stessa voce pronunciata in dialetti diversi.
La clessidra non giudica il passare, la candela non sceglie a chi dare luce.
Cosi si dovrebbe vivere: tra il profumo e la polvere, accettando che tutto, anche l'opposto, ha il suo posto sulla stessa tavola.
Il Vuoto
Un velo di silenzio,
scende piano, senza rumore, verso l'ignoto, senza ritorno.
Nessun suono, nessun colore, solo il buio,
dove le anime, si liberano, dalle catene del corpo. Lasciano solo ricordi,
e un vuoto che non si colma.
Ma nella Morte, c'è anche bellezza,
un riposo dopo la lunga lotta,
un silenzio che placa,
le ansie, le paure, le angosce.


Il Guerriero
Non è vita,
non è morte:
è il momento che precede la caduta,
quando il mondo trattiene il respiro
e gli dèi distolgono lo sguardo.
Spoglia la carne,
sacerdote dell'oblio,
e mostra alla notte
ogni luce
è solo un errore che brucia.
Il sipario è rosso,
ma il sangue non scorre.
Solo la posa, eterna,
di chi sa
che il destino ha già riso.
Vita
Siamo ossa e respiro,
polvere che prende forma,
mani che stringono frutti già maturi.
Ci nutriamo dello stesso raccolto, seduti alla stessa mensa,
dove ogni luce piega l'ombra nello stesso modo.
Dentro,
una sola fiamma regge la materia,
un solo fiato passa da uno all'altro
senza chiedere chi siamo.

Pace
La fede organizzata è un'arma.
Non importa il nome: pretende gionocchia,
sceglie chi sacrificare,
chiudendosi dietro simboli che assolvono tutto.
La pace non chiede permesso
e non tratta con i pulpiti.
Non perdona chi benedice la colpa e la chiama destino.
Qui non si discute: si strappa la radice,
si lascia il dogma senza altare,
senza pubblico,
senza futuro.
Nessuna scusa per chi divide l'umanità tra puri e impuri,
tra salvati e dannati.
La pace non vuole la loro eredità:
la brucia,
la azzera,
la sostituisce col vuoto necessario a respirare senza padroni.
